sabato 29 giugno 2013

Crocchette di patate




La mia terza ricetta per Gustissimo è questa: crocchette di patate! Le ho fatte proprio volentieri perché mi piacciono molto e si prestano in modo eccellente come finger food estivo. Io le ho profumate al prezzemolo e noce moscata, ma le varianti sono tantissime. Potete, ad esempio, farcirle con dadini di prosciutto cotto e mozzarella, oppure friggerle con una doppia impanatura.
Non c'è molto da spiegare, sono facilissime e veloci da preparare.

Ingredienti per circa 45-50 crocchette:
800 g di patate di pasta gialla
3 uova
100 g di parmigiano grattugiato
1 cucchiaio di latte
80 g di pangrattato
40 g di pecorino
30 g di burro
sale, pepe, noce moscata
un mazzetto di prezzemolo
olio di oliva


Preparazione:
Lessate le patate e schiacciatele col passapatate. Lasciatele raffreddare, quindi ponetele in una ciotola capiente e aggiungete 2 uova, il parmigiano grattugiato, il pecorino e il burro tagliato a pezzettini. Tritate il prezzemolo fresco e aggiungetelo alle patate insieme ad un pizzico di pepe e noce moscata e amalgamate bene il tutto. Se l'insieme risultasse troppo morbido, aggiungete all'impasto un po' di pangrattato.



Preparate due scodelle: in una sbattete l’uovo rimasto con un cucchiaio di latte; nell'altra mettete il pangrattato. Formate delle polpette cilindriche con l’impasto di patate e passatele prima nel piatto dell’uovo e latte, poi in quello con il pangrattato.


Mettete sul fuoco una padella bassa e larga con abbondante olio extravergine d’oliva e friggete le crocchette di patate; quando sono ben dorate scolatele su un piatto rivestito di carta assorbente. 





giovedì 27 giugno 2013

Grazia.it: Blogger We Want You!

Sfogliando ogni giorno le pagine on line di Grazia.it nella mia sezione preferita IT Lifestyle soprattutto nella rubrica di Food, trovo sempre nuove idee su come preparare i miei piatti preferiti o suggerimenti per nuovissime idee, ad esempio un aperitivo fresco e stuzzicante! Mi ha molto attratto l'idea di partecipare alla ricerca di blogger, così ho deciso di presentare la mia candidatura a BLOGGER WE WAT YOU.

Una bella iniziativa di Grazia.it a cui vorrei mostrare una delle mie passioni: la cucina, ma soprattutto la pasticceria.

Il mio blog Le Petit Gâteau è nato tre anni fa quasi per gioco in un momento molto particolare della mia vita: il licenziamento da un lavoro che amavo e che svolgevo da tanti anni. Ma non mi sono abbattuta, mi sono rimboccata le maniche, ho cercato altri lavori e finalmente si è presentata l'occasione giusta. Inizialmente il mio blog aveva un altro nome, poi dopo un periodo di abbandono ho deciso di tornare a postare le mie preparazioni cambiando nome e stile al blog, che ora si ispira ai mitici dolcetti francesi macarons che mi hanno folgorato leggendo Les secrets du pâtissier. Le Macaron dello chef José Maréchal.
Ora sono un'insegnante di scuola superiore, sempre a contatto con i giovani e le loro tendenze, così repentine e camaleontiche che a volte fatico quasi a seguire. Così mi piace tenermi aggiornata leggendo le rubriche di Grazia.it.

Il mio blog tratta di cucina 'casalinga' e senza alcuna pretesa, ogni ricetta per me è il racconto di una giornata, di un'esperienza, di una parte della mia vita. Mi piacerebbe molto potermi esprimere diventando una IT blogger!

mercoledì 26 giugno 2013

Torta di mele con uvetta


Questo post dovrebbe intitolarsi 'torta di mele e allagamenti' visto il nubifragio che si è abbattuto in città l'altro ieri e che ha completamente sommerso interi quartieri. Mi sono trovata improvvisamente circondata dall'acqua che usciva da tutti i punti e si accumulava ai bordi della strada... continuava a piovere incessantemente e a grandinare, tanto che ad un certo punto sembrava che stesse nevicando, il selciato era tutto bianco, il cielo plumbeo da farsi notte alle cinque del pomeriggio. Ma l'impresa più grande è stata recuperare l'auto e mettersi alla guida. Uscita di casa per andare ad un appuntamento con gonna bianca di cotone e ballerine rosa scamosciate, mi sono dovuta togliere le scarpe e immergere i piedi fino al polpaccio nell'acqua gelida mista a ghiaccio, ripetendomi 'non è possibile, non è possibile...'. Solo svoltando sulla strada principale mi sono resa conto di quanto avesse piovuto in nemmeno 40-50 minuti: l'acqua arrivava agli sportelli delle auto e sembrava di guidare nel mare: non si vedevano più marciapiedi e spartitraffico, il movimento dei mezzi generava delle onde di acqua mista a fango, il traffico era completamente in tilt, c'erano auto e mezzi più grandi fermi con le quattro frecce ovunque. L'elettricità è venuta a mancare e i semafori non funzionavano. Si sentivano solo le sirene di pompieri e autoambulanze. Ci ho messo un'ora a rientrare a casa e mi è andata bene: la mia auto non si è spenta ed è entrata solo un po' d'acqua dagli sportelli. Purtroppo a molte persone che conosco è andata peggio: cantine e garage allagati, supermercati e negozi chiusi, agricoltura devastata dalla violenta grandinata. E c'è stata anche una vittima. Sì, sicuramente la natura è in governabile, ma una città si può governare e lo si dovrebbe fare bene. Le fognature dovrebbero essere pulite regolarmente soprattutto durante i cambi di stagione, magari segnandolo nell'agenda della giunta come una priorità su tante altre cose che potrebbero venire dopo.

Questa è la seconda ricetta torta di mele che posto, dopo la quattro quarti ho preparato la classica torta di mele con l'aggiunta di uvetta.

Ingredienti:
3 mele Golden o Fuji
125 g di burro morbido
250 g di farina debole
150 ml di latte
150 g di zucchero semolato
3 uova
buccia di 1 limone
una manciata di uvetta ammollata
1 bustina di lievito per dolci vanigliato
zucchero di canna q.b.
una spolverata di cannella
un pizzico di sale

Mettete a mollo l'uvetta in acqua tiepida. Eliminate il torsolo alle mele e sbucciatele, tagliatele a fettine non troppo sottili e cospargetele con un po' di succo di limone. Fate ammorbidire il burro fuori dal frigorifero e montatelo insieme allo zucchero. Quando il composto sarà soffice aggiungete il sale e un uovo alla volta continuando a mescolare. Setacciate la farina con il lievito vanigliato e uniteli poco alla volta alla crema di burro e uova. Aggiungete piano piano anche il latte, l’uvetta strizzata e leggermente infarinata e infine la buccia grattugiata del limone. Continuate a mescolare fino a quando l’impasto sarà omogeneo e privo di grumi. Imburrate una teglia da forno da 24 cm di diametro e versate il composto, livellatelo con una spatola e appoggiatevi sopra le mele sbucciate e affettate. Cospargete con lo zucchero di canna e fate cuocere nel forno preriscaldato ad una temperatura di 180°, per circa 50-55 minuti. Verificate con uno spiedino di legno la cottura della torta di mele, dovrà uscire asciutto.

Varianti
Per esaltare ancora di più il sapore delle mele potete spolverarle con la cannella in polvere  prima di infornare.


lunedì 24 giugno 2013

Dado granulare 100% verdure


Un giorno, per caso, ho letto una rivista in cui c'era un articolo su Lisa Casali e il suo interessante blog Ecocucina che raccontava di come farsi a casa il dado granulare con gli scarti delle verdure. La lettura mi ha incuriosito e così ho atteso i giorni assolati di giugno e ho provato a fare il mio dado granulare. Il sapore è davvero buono ma sopratutto il procedimento è semplicissimo. Il sole fa tutto il resto.
Una mia conoscente ne ha voluto subito la ricetta per farlo alle sue bambine. Una volta fatto il dado si conserva in barattoli di vetro a chiusura ermetica fino a sei mesi, se invece riuscite a metterlo sottovuoto dura anche un anno.

Per un vasetto da circa 250 ml occorrono:
1 carota grande
1 gamba di sedano con le foglie
1 cipolla
sale (la metà del peso delle verdure)

Lisa Casali suggerisce di utilizzare le bucce delle verdure che vi avanzano dopo averle pulite (bucce delle carote, delle cipolle, le foglie del sedano) ma siccome non ne avevo così tante ho usato le verdure intere. Pulite la carota, la cipolla e il sedano mondandoli e tagliateli a pezzi grossolani. Poneteli in una pentola con il sale, che deve essere la metà del peso delle verdure. Accendete il fuoco e lasciate cuocere fino a che si sarà asciugata tutta l'acqua prodotta dalle verdure. Io ho usato il sale grosso ma ha fatto fatica a sciogliersi, meglio quello fino.
Ora prendete una teglia e sistemateci le verdure stendendole bene e mettete al sole per due giorni. Le verdure devono essiccarsi del tutto. In alternativa potete metterle in forno a 75° per 6 ore.
Dopo di che passate al mixer le verdure disidratate e invasate. Il vostro dado granulare è pronto!

venerdì 21 giugno 2013

Bucatini all'Amatriciana


Tra le mie ricette di cucina non manca il classico della tradizione italiana: i bucatini all’amatriciana. Un piatto che si gusta in qualsiasi momento dell'anno con tantissime varianti.

Cosa serve per 4 persone:
400 g di bucatini
400 g di pomodori freschi
100 g di guanciale stagionato
mezzo bicchiere di vino bianco
sale e pepe
uno spicchio di aglio
peperoncino q.b.

Preparazione:
Scottate i pomodori in acqua bollente per un paio di minuti, quindi togliete la buccia e tagliateli a dadini. Riducete il guanciale a cubetti e cuocetelo a fuoco basso in una ampia padella antiaderente con uno spicchio di aglio (o in alternativa con della cipolla tritata finemente); quando il grasso sarà diventato trasparente aggiungete mezzo bicchiere di vino bianco secco e lasciatelo evaporare. Unite i pomodori tagliati e il peperoncino e lasciate cuocere a fuoco vivo. Nel frattempo mettete a bollire una pentola con abbondante acqua salata e cuocete la pasta. Quando i bucatini sono cotti scolateli e uniteli al sugo. Mescolate bene e servite la vostra amatriciana. Volendo, il guanciale può essere rimosso prima di unire i pomodori e rimesso in padella prima di condire la pasta, per evitare che diventi troppo croccante e che assuma lo sgradevole aroma di bruciato.
Idee e varianti:
Se volete realizzare una variante della classica pasta all'amatriciana potete aggiungere alla preparazione del sugo delle zucchine che avrete tagliato a dadini e rosolato in padella per 5 minuti con poca cipolla tritata e olio di oliva extravergine.  



giovedì 20 giugno 2013

Pane rustico semi integrale con segale e farina di riso



Questo pane è frutto di un compromesso di farine, non è un vero pane integrale ma nemmeno un classico  pane bianco. E' un impasto molto profumato, fragrante e leggero, ottimo con le marmellate ma anche per uno spuntino con pomodori, capperi e basilico. Se ne avanzate un po', si presta bene ad essere appena abbrustolito sulla griglia per farne crostini.
Prossimamente voglio provare a farlo con il lievito madre, per ora ho utilizzato il lievito disidratato con un biga la sera prima e impasto il giorno seguente. La riuscita comunque è ottima, trattandosi di farine non semplici da maneggiare.

Per due pagnotte o filoni di pane rustico occorre:
primo impasto
100 g di farina di segale
100 g di farina di riso
200 g di farina semi integrale (Le Rosine)
300 g di farina forte (manitoba)
450 ml di acqua a temperatura ambiente
1,5 g di lievito disidratato

Impastate tutte le farine con l'acqua e il lievito sciolto, coprite con pellicola e mettete a lievitare in ambiente riparato per 12 ore.

secondo impasto
100 g di farina forte (manitoba)
100 g di acqua a temperatura ambiente
5 g di lievito disidratato
6 cucchiai di olio extravergine di oliva
1 cucchiaio di malto d'orzo
3 cucchiaini di sale fino

Unite gli ingredienti al primo impasto aggiungendo per primo il malto, poi l'acqua dove avrete sciolto il lievito, poi l'olio e per ultimo il sale. Lavorate bene l'impasto fino ad amalgamare tutto, quindi rovesciatelo dentro un'ampia ciotola leggermente unta di olio. Coprite e lasciate lievitare per 1 ora.
Trascorso il tempo necessario togliete l'impasto dalla ciotola e ponetelo su una spianatoia, date due o tre pieghe e dividetelo in due. Formate due filoni ponendo la falda sempre sotto. Coprite con un panno pulito e fate lievitare per circa 50 minuti. Accendete il forno a 220° con la refrattaria dentro, infornate per 20 minuti e poi abbassate a 200° e proseguite la cottura per altri 15-20 minuti. Prima di infornare potete incidere dei tagli trasversali sulle pagnotte con la lametta.



Partecipo alla Raccolta 'Panissimo' di Indovina chi viene a cena e Barbara.

venerdì 14 giugno 2013

Macarons alla menta


Finalmente i macarons mi sono venuti!!! al terzo tentativo, e dopo aver capito gli errori commessi, sono venuti tutti senza crepe e con una collerette dignitosa. Devo ringraziare Pinella che con i suoi consigli e i suoi post sempre chiari mi è stata di grande aiuto. Ma anche tanti altri bloggers che hanno risposto alle mie domande assurde sui macarons...come per tante di noi questi petit gâteau francesi sono una vera sfida!
La ricetta è quella di Mercotte (ormai i suoi video li ho imparati a memoria) che trovate nel blog di Pinella e prevede la meringue italienne. Per la ganache invece ho seguito la ricetta di Felder apportando qualche piccola modifica.

Per 40 macarons da 3.5 cm

150g di farina di mandorle
150 g di zucchero a velo
110 g di albumi vecchi di 2 giorni e a temperatura ambiente
15 g di zucchero semolato

Per lo sciroppo:

150g di zucchero semolato
50ml di acqua

Note preliminari

1) Far scaldare la farina di mandorle in forno per 10 minuti alla temperatura di 150°C. Far freddare e unirla allo zucchero al velo. Versare il TPT (tant pour tant= pari peso di zucchero e farina di frutta secca) in più riprese in un mixer ed azionarlo alla massima velocità per 5 secondi.
Setacciare le polveri mediante l'impiego di un setaccio in acciaio a maglie finissime ed eliminare i granuli più grossolani.

2) preparare le teglie disponendo sul fondo anche dei gabarit, cioè dei fogli con impresse le dimensioni delle forme dei macarons che si vogliono fare. Cio' permette di farli tutti uguali e di averli tutti regolari ottenendo un buon risultato sia in cottura che al momento della decorazione. Sopra i gabarit, ritagliare un foglio di carta bisiliconata che certamente agevolerà il distacco dei macarons dopo la cottura.

Preparazione dell'impasto

Versare 55g di albumi sul TPT e amalgamare bene in modo da ottenere una massa omogenea e compatta. A questo punto, volendo, si può colorare l'impasto con poche gocce di colorante in pasta.

Versare lo zucchero semolato in una casseruola e bagnarlo con l'acqua. Far raggiungere la temperatura di 110°C. Nel contempo, mettere i 55 g di albumi rimasti in una ciotola e farli leggermente montare aggiungendo progressivamente i 15 g di zucchero semolato.

Quando lo sciroppo è pronto e ha raggiunto i 110°C, diminuire la velocità dell'apparecchio in cui stanno montando gli albumi e versarlo a filo sulla parete della ciotola.
Far montare fino ad avere una meringa a becco d'anatra, un po' morbida e sopratutto controllare che la T raggiunga i 40-50°C. Solo a questo punto gli albumi possono essere uniti all'impasto dei macarons.
Volendo, l'aggiunta del colore puo' essere fatta in questa fase della lavorazione ricordandosi di usare colori idrosolubili che non smontano gli albumi.
Sacrificare due cucchiaiate di meringa aggiungendole all'impasto e amalgamare senza particolari precauzioni. Ciò serve a rendere l'impasto più fluido e a non smontare troppo la restante meringa al momento dell'inserimento.

Aggiungere la meringa restante e amalgamare on delicatezza dall'alto verso il basso. A questo punto, occorre procedere con il macaronage: cioè lavorare l'impasto con una spatola cercando di spatolare dall'avanti all'indietro raccogliendo bene il composto dalle pareti. La lavorazione deve interrompersi quando l'impasto, sollevato con la spatola, ricadrà sulla ciotola mediante la formazione di un "nastro" pesante che cade con una certa difficoltà.

Rivestire di carta bisiliconata delle teglie per biscotti. Deporre agli angoli delle teglie un pò di impasto in modo da far aderire perfettamente la carta ed ottenere delle forme regolari. Versare l'impasto all'interno di una sac à poche con beccuccio liscio (da 11)  e deporre dei bottoncini di pasta distanziandoli in quanto il macaron tende a diventare un pò piatto.

Volendo, far fare un croutage (un'asciugatura) di circa 30 minuti ma volendo, si puo' anche omettere (io l'ho fatto).
Accendere il forno a 145°C verificando la temperatura con un termometro e infornare la teglia per circa 15 minuti.
Estrarre la teglia, togliere il foglio dei macarons e deporlo su un ripiano fino al completo raffreddamento.
Staccare i dolcetti  e provocare con l'indice un piccolo affossamento in modo da permettere la deposizione ottimale della farcitura.

Per la ganache alla menta (ricetta di C. Felder)
200 g di cioccolato bianco
200 ml di panna liquida fresca
40 g di burro
un cucchiaio di sciroppo alla menta

Spezzettate il cioccolato bianco in una ciotola, scaldate la panna in un pentolino senza farla bollire e versatela sul cioccolato amalgamandoli insieme fino a che diventeranno lucidi e fluidi. Aggiungete la menta e mettete a raffreddare in frigo qualche ora. Togliete dal frigo e montate la ganache con le fruste elettriche per un minuto.




mercoledì 12 giugno 2013

Insalata di miglio e verdure con fiori di malva


Mi ha sempre attratto l'idea di mangiare i fiori, soprattutto quelli colorati e profumati come le violette e le rose. Nei campi in questo periodo sta sbocciando la malva selvatica (malva sylvestris) ed è un un piacere vedere distese di viola malva tra i cespugli d'erba, misti a papaveri sparsi qua e là e rovi di ginestre. La malva è una pianta officinale dalle note proprietà benefiche e curative, emollienti e antinfiammatorie dell'apparato digerente. Se avete modo di procurarvi dei fiori di malva in un campo lontano dall'inquinamento delle auto, raccoglietene una decina e preparate una deliziosa insalata primaverile - quasi estiva - con miglio e verdure di stagione. 
Il miglio è un cereale (panicum milaceum) che si trova facilmente anche nelle grandi catene di supermercati, in genere negli scaffali del biologico. E' un cereale antichissimo, non adatto alla panificazione e per questo motivo, col passare dei millenni, è scomparso dall'alimentazione dei popoli. Oggi resta molto coltivato in Asia, Africa e in alcune zone d'Europa, dove negli ultimi decenni si è assistito ad un suo recupero e ritorno sul mercato. Le sue qualità alimentari lo rendono simile al frumento, dal sapore dolce e gradevole adatto per minestre, zuppe ed insalate. Ricordo che mio nonno acquistava il miglio come mangime per i canarini e forse, a vedermi in cucina con una sacchetto di miglio, avrebbe riso di me. 

Per un'insalata per 4 persone:
200 g di miglio decorticato
1 gamba di sedano tenero
2 carote fresche
10 fiori di malva
sale, pepe, olio extravergine di oliva
succo di limone 
Pesate il miglio decorticato e lavatelo sotto l'acqua corrente più e più volte utilizzando un colino; questa operazione favorirà l'eliminazione delle impurità di superficie dei semi. Mettete il miglio pulito in una pentola con un filo di olio e tostatelo per 3 minuti a fuoco vivo. Versate circa 500 ml di acqua bollente nella pentola, salate e portate a ebollizione per circa 20 minuti. Spegnete e lasciate riposare per altri 10 minuti in modo che il miglio si gonfi assorbendo bene l'acqua. Se, assaggiandolo, vi sembra ancora duro lasciatelo in acqua calda per più tempo. Scolatelo e lasciate colare tutta l'acqua. Una volta scolato e raffreddato, sgranatelo con la punta delle dita e mettetelo dentro un'insalatiera.
Pulite le verdure: tagliate a dadini le coste di sedano, tagliate a rondelle le carote e pulite con un panno i fiori di malva.
Condimento: emulsionate l'olio di oliva extravergine con il sale, il pepe e il succo di limone filtrato. 
Condite e servite con fette di pane integrale.

Con questa ricetta partecipo al contest Voglia di insalata di Sonia Monagheddu del blog 'Oggi pane e salame, domani...'


e al contest Cereali &Co in insalata di Kucina di Kiara.





lunedì 10 giugno 2013

Insalata di cicerchie al profumo di erbe aromatiche


E' vero la pasticceria è la mia passione, ma non disdegno certo le insalate e le verdure in genere. Mi piacciono tutte indistintamente e ad una insalata, soprattutto se insolita, non rinuncio. 
Figuriamoci ora che è quasi estate!!! Pomodori, cetrioli, cipollotti, peperoni, zucchine...non mi mancano mai (me li sono anche seminati) e spesso durante la bella stagione sono il mio primo e unico piatto, magari accompagnato da una bella fetta di pane rustico. Tra i miei acquisti bio (non che io sia fissata con il biologico, ma spesso e volentieri trovo i prodotti che cerco solo nei negozi bio) della scorsa settimana c'è la cicerchia. Legume che avevo già cucinato ma che preparo poco perchè non si trova molto facilmente. 
Le cicerchie hanno una lontana e antichissima origine, un uso frequente nei tempi antichi e una recente riscoperta con conseguente ritorno sul mercato, soprattutto in regioni come Umbria, Toscana, Marche e Abruzzo. Le loro proprietà sono ottime dal punto di vista nutritivo come i cereali in genere, ma devo dire che anche il loro sapore si abbina bene agli altri cibi come il riso o le verdure. Dato il caratteristico sapore delle cicerchie, a metà tra il cece e il fagiolo, ne ho realizzato un'insalata molto ricca e aromatica che può essere un buon contorno ad un secondo di pesce o di carne leggera. Infatti sono già abbastanza nutrienti anche da sole. Tra l'altro è un'insalata gluten free poiché le cicerchie non contengono glutine.

Cosa serve per un'insalata per 4 persone:
150 g di cicerchie (io ho usato Podere Pereto - Siena)
1 cipollotto fresco
1 gamba di sedano tenero
2 carote fresche
Per il condimento:
un mazzetto di erbe aromatiche: timo, maggiorana e santoreggia
uno spicchio di aglio 
sale e olio di oliva extravergine
Iniziate il giorno prima mettendo in ammollo la cicerchia in acqua tiepida con un cucchiaio raso di sale, avendo cura di cambiare l'acqua 2 o 3 volte nel corso delle 24 ore. Questa lunga macerazione serve innanzi tutto ad ammorbidire i legumi e a togliere i loro principi tossici. Trascorse le ore necessarie cuocete i legumi in pentola a pressione coperti dall'acqua per circa 40 minuti.
Pulite le verdure, tagliate a julienne le carote, tagliate a dadini il sedano conservando le foglie più tenere, e infine fate a rondelle il cipollotto.
Ora sgranate con le mani i legumi e riponeteli in un'insalatiera capiente e unite le verdure tagliate.

Per il condimento:
tritate su un tagliere le erbe aromatiche, schiacciate con l'apposito attrezzo lo spicchio di aglio e fate un'emulsione con le erbe, l'aglio, il sale e l'olio di oliva extravergine.
Condite e servite con alcune fette di pane rustico.

Con questa ricetta partecipo al contest Voglia di insalata di Sonia Monagheddu del blog 'Oggi pane e salame, domani...'


e al contest Cereali & Co in insalata di Kucina di Kiara.





.

sabato 1 giugno 2013

New York Cheese Cake


Ultimamente, non so per quale motivo, mi influenza notevolmente il tempo, in senso di meteorologia. Svegliarsi al mattino presto senza intravedere dalle tapparelle la luce del sole mi intristisce e inevitabilmente comincio male la giornata. Il grigio eterno di questo maggio 2013 (il più piovoso e freddo che io ricordi) dovrà pur finire, mi ripeto ogni giorno, e invece no! puntualmente si annuvola e piove, ogni santo giorno. E non sento ancora quell'aria dolce e profumata che ogni anno in questo periodo avvolge le città, anche quelle più inquinate. Siepi di gelsomini, caprifogli
e pittosfori che inebriano l'aria solo a passarci accanto e alberi di filadelfo carichi di boccioli fioriti all'inverosimile. Per non parlare delle rose... Poi so come andrà: una mattina di giugno arriverà prepotente l'estate con il suo caldo soffocante e tutta la magia della primavera svanirà senza nemmeno essere mai iniziata. Ci sono anni buoni e anni meno buoni, questo è uno di quelli.
In un giorno libero per caso, oggi ho preparato la classica cheese cake americana. Non è il mio dolce preferito e non amo particolarmente nè la pasticceria oltreoceano nè la cucina in generale degli Americani. Ma mi piace provare, ed ecco allora la ricetta della New York Cheese Cake. La ricetta è tratta da Sale & Pepe di giugno 2013.

Per una torta di 22 cm di diametro:
300 g di biscotti secchi (tipo Digestive)
120 g di burro fuso freddo
600 g di formaggio cremoso (il Philadelphia ha la giusta consistenza e presenza di grassi)
4 uova intere
400 g di panna acida o Crème fraiche
180 g di zucchero semolato
2 cucchiai di zucchero a velo
1 bacca di vaniglia
Tritate finemente i biscotti nel mixer e aggiungetevi il burro fuso a fiamma bassissima e lasciato raffreddare, mescolate con una spatola e versate il composto sul fondo della vostra tortiera, che avrete rivestito di carta da forno, cercando di ricoprire anche il bordo. Mettete in frigo per 30 minuti.
In una ciotola ampia mescolate le uova con lo zucchero e i semi di vaniglia sino a far sciogliere lo zucchero, quindi versate il formaggio e mescolate con una frusta per amalgamare bene tutto. Poi aggiungete metà della panna acida. Tirate fuori dal frigo la tortiera e versateci il composto, quindi infornate a forno già caldo a 160° per 45 minuti. Estraete il cheese cake dal forno e versateci sopra la restante panna acida a cui avrete aggiunto i due cucchiai di zucchero a velo. Infornate di nuovo per 15 minuti. Lasciate raffreddare e servitela.